Book del Video-Percorso “Presenza e ascolto per crescere nella relazione”: le letture ed i test connessi agli 8 video del Percorso

Book del VideoCorso “Presenza e ascolto per crescere nella relazione” 1° LIVELLO

*Un Suggerimento: Può risultare utile stampare il book, o una parte di esso. Se invece effettui la compilazione sul file in Word scaricato, (senza stamparlo)  avrai l’opportunità di uno spazio illimitato per trascrivere, le tue risposte ed i tuoi contributi personali.

 

Book relativo al Video n.1

Titolo: Presentazione del Videobook “La tua presenza è il mio ascolto”

Riflessioni proposte.

Puoi selezionare alcuni tra i seguenti spunti:

Il titolo, “La tua Presenza è il mio Ascolto” sembra suggerire qualcosa. Cosa ti viene in mente adesso pensando a questa frase? Perché pensi sia stato dato questo titolo? Credi che seguendo tutto il Corso potrai ricevere questa risposta?

Ti confido il fatto che il titolo “La tua Presenza è il mio ascolto” è stato proposto da Lorenzo. E’ un ragazzo di 18 anni che dopo aver visto tutto il Corso integrale, che comprende 10 Video, ha ideato questa frase che ne può svelare il senso e ne ha determinato la creazione, insieme a Giampiero, dell’ultimo Video, che porta il titolo del Corso.

Forse, se visionerai almeno i video del Corso, puoi fare questa esperienza anche tu.

“Essere Presente”: cosa significa secondo te? Questa è una riflessione un po’ profonda che richiede almeno un inuto di tempo: in quali momenti pensi di essere presente o più presente  (presente a te stesso o a te stessa) nell’arco di una giornata?

“Essere presente”: può significare essere un “presente” ovvero un dono per l’altro. Ricordi di esserlo per qualcuno? Ricordi di esserlo stato, specie per tua iniziativa, per qualcuno che non se lo aspettava da te? Chi sono, nel senso del dono” le persone che sono un “presente” per te?

Secondo te, “Farsi Presente” ha un significato diverso dall’Essere presente? In quali azioni riconosci che ti stai facendo presente?

“Farsi Presente”: può significare farsi vivo, ma anche fare di se stessi uno strumento, vedersi come un oggetto, forse il miglior regalo per l’altro. Sei d’accordo o hai un’opinione diversa? Qual è quella tua?

Può succedere che una persona si comporti in un modo svalutante rispetto all’esistenza di un’altra, senza volerla conoscere o senza volersi far presente per lei? Cosa succede quando non si dà molto valore ad una persona con cui condividi un lavoro, un’esperienza?

Hai mai svalutato l’esistenza di una persona intorno a te? Pensi che sia facile o difficile che accada?

Le persone, quando sono “presenti a se stesse”, per prima cosa non svalutano e non hanno nessuna intenzione di svalutare se stesse, e poi non lo fanno neppure con gli altri. Che ne pensi? Le cose stanno diversamente? Qualìè il tuo parere?

 

UN GIOCO: IL TEST SULLA TUA PRESENZA:

Questo test è indicato per un’età superiore ai 13 anni, ma se vuoi, puoi provarlo egualmente.

 

“Sai come fare per essere presente?”

Il punteggio è pubblicato al termine del Book relativo al Video n.3

 

Indica con una crocetta quali delle seguenti frasi/riflessioni potrebbe dire una persona che definisci “presente”. Hai a disposizione 10 crocette al massimo:

 

1 Quando parlo con una persona so che potrebbe succedere qualcosa di nuovo tra noi e per noi

2 Mi accorgo quando c’è un problema! A volte voglio anche sapere cosa pensa una certa persona o il suo parere.

3 In genere metto molta attenzione a cosa un persona mi dice e anche nei compiti che svolgo

4 Voglio sempre capire, facendoti spesso molte domande, cosa ha determinato un problema tra me e gli altri

5 Cerco di capire quanto è rilevante un problema per me e per te. A volte chiedo anche alle persone se hanno bisogno del mio aiuto o no.

6 Non mi interessa sempre sapere se questo o quello è per te importante: la tua “scala di valori”, ovvero le cose cui dai più importanza e quelle che per te contano meno.

7 Ti pongo ogni tanto delle domande per capirlo. Per capirti capire come la pensi.

8 Considero poco utile porre domande alle persone che conosco. Le conosco già da tempo!

9 Ti aiuto a cercare delle possibilità, a valutare tutte le opzioni che hai per uscirne…

10Me lo chiedi?  Va bene lo faccio! Ma prima voglio sapere subito se me lo chiedi, e quanto ci tieni!

11 Posso essere presente ad una persona solo se la stimo almeno un po’, o decido di iniziare a farlo

12 Per essere presente è importante per me saper riconoscere il valore di ciò che ricevo da te

13 L’empatia non è così importante, ci sono cose più importanti!

14 Le persone sbagliano spesso, io ho ragione ad allontanarle

15 Se parlo ad una persona considero molto importante riconoscere se mi sta ascoltando o mi ha dato ascolto in passato

 

Il punteggio massimo che puoi totalizzare è di 10 punti. Le risposte che attribuiscono punteggio sono pubblicate al termine del Book relativo al Video n.3

 

 

Book relativo al Video n.2

“Creare dei legami”

 

Questa è una scheda associata ad un racconto. Il racconto è in questo caso tratto dal libro il Piccolo Principe di Antoine de Saint Exupéry. Credo faccia sempre a tutti un gran bene rileggerlo. (I disegni originali sono visibili solo nel Book scaricabile).

In quel momento apparve la volpe.
”Buon giorno”, disse la volpe.
”Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. “Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo…” “Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
”Sono una volpe”, disse la volpe.
”Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, sono cosi’ triste…”
”Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
”Ah! scusa”, fece il piccolo principe.
 Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: “Che cosa vuol dire <addomesticare>?”
”Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe, “che cosa cerchi?”
”Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe. “Che cosa vuol dire <addomesticare>?”
”Gli uomini” disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
”No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire “<addomesticare>?” “E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>…”
”Creare dei legami?”
”Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io saro’ per te unica al mondo”. “Comincio a capire” disse il piccolo principe. “C’e’ un fiore… credo che mi abbia addomesticato…” “E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
”Oh!non e’ sulla Terra”, disse il piccolo principe. La volpe sembro’ perplessa:
”Su un altro pianeta?”
”Si”.
”Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?” “No”.

“Questo mi interessa. E delle galline?”

 

 

“No”.
”Non c’e’ niente di perfetto”, sospiro’ la volpe. Ma la volpe ritorno’ alla sua idea:
”La mia vita e’ monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio percio’. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscero’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mifara’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiu’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla.E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, m i fara’ pensare a te. E amero’ il rumore del vento nel grano…”

La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe:
”Per favore… addomesticami”, disse. “Volentieri”, disse il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose”. “Non ci conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe. “Gli uomini non hanno piu’ tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose gia’ fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno piu’ amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!””Che cosa bisogna fare?” domando’ il piccolo principe.
”Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me,cosi’, nell’erba. Io tiguardero’ con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ piu’ vicino…”

Il piccolo principe ritorno’ l’indomani.
”Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
”Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincero’ ad essere felice. Col passare dell’ora aumentera’ la mia felicita’. Quando saranno le quattro, incomincero’ ad agitarmi e ad inquietarmi; scopriro’ il prezzo della felicita’! Ma se tu vieni non si sa quando, io non sapro’ mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
”Che cos’e’ un rito?” disse il piccolo principe. “Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’e’ un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora ilgiovedi e’ un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza.

Cosi’ il piccolo principe addomestico’ la volpe.
 E quando l’ora della partenza fu vicina:
”Ah!” disse la volpe, “… piangero'”.
”La colpa e’ tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”

“E’ vero”, disse la volpe.
”Ma piangerai!” disse il piccolo principe. “E’ certo”, disse la volpe.
”Ma allora che ci guadagni?”

 

“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.
Poi soggiunse:
”Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua e’ unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero’ un segreto”.

Il piccolo principe se ne ando’ a rivedere le rose.
”Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e’ per me unica al mondo”.
 E le rose erano a disagio.

“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non sipuo’ morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e’ piu’ importante di tutte voi, perche’ e’ lei che ho innaffiata. Perche’ e’ lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche’ e’ lei cheho riparata col paravento. Perche’ su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche’ e’ lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche’ e’ la mia rosa”.

E ritorno’ dalla volpe. “Addio”, disse.

“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi”. “L’essenziale e’ invisibile agli occhi”, ripete’ il piccolo principe, per ricordarselo.

“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante”.
”E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurro’ il piccolo principe per ricordarselo. “Gli uomini hanno dimenticato questa verita’. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa… “Io sono responsabile della mia rosa…” ripete’ il piccolo principe per ricordarselo.

Fine dell’estratto. Ora, immancabilmente, se ti è piaciuto, considero mio dovere consigliarti di leggere l’intero libro. Ma immagino o spero per te, che un libro così bello tu lo abbia già letto e riletto. Vero?

Riflessioni proposte:

Propongo la seguente riflessione, tratta da un sito internet. Ascoltiamo cosa dice questa persona…

 

“Una spiegazione della risposta della volpe: “ci guadagno il colore del grano”

(tratta dal sito: http://nessunoforsetutti.blogspot.it/2011/03/il-colore-del-grano.html)

 

“Il colore del grano.

E’ importante da dire che il piccolo principe è biondo, capelli color del grano.

La volpe ogni volta che guarderà il grano si ricorderà del piccolo principe.

E’ una frase bellissima.

Ci sono tante piccole cose che vengono sempre sottovalutate.

Io ho le giornate di sole, che mi ricordano mio fratello; la Luna, che mi ricorda un pezzo di me che una persona si è portato via; il lago, che mi ricorda un amore passato; il profumo dei narcisi….

ed un sacco di altre cose.

Oggi era una bella giornata di sole

e stanotte, anche se ora il cielo è coperto e non si vede

c’è una bella luna piena.

Il dolce profumo dei ricordi, misto a quello dei narcisi in fiore quando apro la finestra per cercare nel cielo il plenilunio…ci mancano solo i grilli con il loro canto per completare l’opera

e di colpo non mi importa più se è sabato sera e son a casa sola con i miei animaletti perchè mi è stata data buca all’ultimo momento.

Spegnerò la luce e mi crogiolerò nello spettacolo della primavera che, appena sbocciata, si chiude in un tiepido abbraccio notturno.

Che meraviglia.

Anche se questo paesino di provincia non mi è mai piaciuto, quando mi soffermo a pensare a queste cose mi viene quasi da dire che non esiste posto migliore”.

Book relativo al Video n.3

“Invito a vivere senza vita”

Questa è una scheda associata ad un racconto che Giampiero ha scritto diversi anni fa. Questi Videobook sono in continua trasformazione. Visto che una persona che lo ha letto, che chiama Daniela, ha voluto spendere delle parole per commentarlo, ho pensato, col Suo permesso, di pubblicarle:

…è semplice ma pieno di contenuti facilmente fruibile dai giovani e la favola potrebbe essere strutturata per trarre altri spunti metaforici e fare altri video. Non una vita da favola ma la favola della vita!!!

Ecco a te il racconto:

INVITO A VIVERE SENZA VITA

 

Si prepara l’inganno. Un invito a cena, in un castello, in una fortezza, in una reggia.

Tutti i presenti, vestiti da gran gala, si accomodano a tavola, una tavola  imbandita, per gli occhi, d’ogni delizia: cristalli, porcellane, oro, ed uno scintillio bianco del tutto somigliante alle stelle del cielo. Poi, la beffa: i camerieri arrivano con le portate, i sorrisi e le attese negli occhi dei commensali, ma d’un tratto, un malumore profondo, le portate non contengono nulla, nulla viene versato nei piatti, poichè nulla e nessuno c’è da festeggiare. Tanto sfarzo, tanta apparenza.

Riempirsi la pancia di nulla è come riempire il cuore di terra, di inutilità.

La condanna è trovarsi in quella festa e non incontrare nessuno, perchè non si conosce nessuno,  trovarsi insieme e non incontrare veramente nessuno, gli sguardi si sfuggono: ognuno cerca, affamato, il colpevole di questo infausto evento, un invito a cena senza cena, un invito a vivere senza vita.  E si aggirano tutti sbigottiti nel castello, come uomini fantasma nella metropolitana, inghiottiti loro stessi dalla fretta, dalla brama di ottenere qualcosa da se stessi, dal loro futuro. Poi, a  sera, sopraggiunge la stanchezza, e gli uomini di questo mondo, affranti, uno alla volta, vanno a dormire.

Una fame nera, notti da incubo, stanchezze avvilite dalle quotidiane delusioni, dalle eterne insoddisfazioni, dai perché, dalle domande senza risposta alcuna.

E la gola secca, asciutta, per tutta la notte avvinta dall’onirico delirio di un bicchier d’acqua, qualcosa che sia capace di riempire lo stomaco, materia solida o liquida.

Tutto questo non c’è, perché non fa parte di questo bel castello di carta che ci siamo costruiti ogni giorno, pronto a franare sotto il nostro stesso alito, pronto a mozzare il fiato alle nostre illusioni, a far scivolare una sull’altra le carte sicure della nostra vita, gelosamente sistemate una sull’altra, con un perfetto senso logico, ma con la follia di fondo che tutto il nostro girovagare in questo mondo si possa, ancora oggi, reggere in piedi.

Uno dei presenti, siede in un angolo del salone, su di una sedia, con il biglietto d’invito stretto nelle sue mani: al centro, legge il suo nome: un nome ed un cognome che servono per farsi chiamare, nessuno però lo chiama, nessuno lo conosce, nessuno sa  che anche lui è il festeggiato, nessuno sa di esserlo, credono tutti ormai di essersi persi in questo mondo, credono di esserci capitati per caso, chi ha mai pensato che ci sia o ci possa essere nello spazio, nel tempo, nell’universo, un posto, un posto solo per lui! Nessuno certo è così presuntuoso, allora anch’io non esisto, non esiste niente e nessuno, siamo tutti fantasmi in questa vita, fatta di inganni, di incertezze, di delusioni, di promesse che nessuno osa mantenere: quale sarà poi il loro senso? Sull’invito l’uomo legge incuriosito: “Divertitevi alla festa, mi raccomando!”.

“Ma qui” pensa, “Non c’è niente di divertente, solo tante fregature; anzi, credo che qualcuno ci stia prendendo in giro, e magari dall’alto, si diverte a vedere la faccia che stiamo facendo”.

L’uomo è vigliacco, conosce il senso delle cose per natura, eppure lo ignora, fa finta di non conoscerlo, conosce la morte, ma non la affronta con coraggio, la rifugge, come il gatto, si nasconde, e va a morire in solitudine.

 

Riflessioni e domande:

Alle domande poste in Video puoi rispondere in questo spazio:

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

Punteggio del Test sulla Presenza del Book n.1: prendi un punto se hai messo un a crocetta sulle seguenti risposte. 1, 2, 3, 5, 6, 7, 9, 11, 12, 15.

Le altre risposte possono rivelare, in qualhe misura, ansia o svalutazione. Un test è un momento di riflessione e l’attribuzione del punteggio potrebbe, in generale, fornirti ulteriori spunti. Su una o due domande non era semplice rispondere e quindi raggiungere i 10 punti. In genere le persone cui dare “10” per la loro qualità di presenza sono molto poche e questo Corso forse ti permetterà di cogliere il senso di questa affermazione.

 

Il Kundun, ovvero, La Presenza, per la religione Tibetana, è un aggettivo attribuibile ad una sola persona al mondo: il Dalai Lama.

Ai ragazzi che lo desiderano invece, il Centro Giovani regala un omaggio, l’anello della Presenza. Gli anelli hanno un significato che i ragazzi conoscono poichè viene spiegato in una delle pagine del sito del Centro Giovani in Formazione: www.infernettocentrogiovani.sitiwebs.com


Book relativo al Video n.4

“Cosa fa la differenza nelle relazioni umane”

 

Riflessioni proposte

Puoi selezionare alcuni tra i seguenti spunti. Sono domande che potranno darti maggiore consapevolezza e molteplici altri spunti concreti.

Ai ragazzi di una età inferiore ai 14 anni consiglio di selezionarne solo 5 o 6, ma non ho intenzione di svalutare in questo modo il Vostro impegno o le Vostre capacità. Siete libero di scegliere a quali e a quante dare il Vostro riscontro.

Queste riflessioni hanno un titolo: “Come aprire un occhio del pensiero ed uno del cuore, ed entrambi gli occhi sull’azione e sulla persona cui tieni”:

 

1)Pensa al rapporto che hai con una persona in particolare.  Di questa relazione ti vuoi prendere cura, o ti vuoi attivare con maggiore attenzione (Es.: tempo, parole, inviti a…) da parte tua?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

2) Puoi prendere tempo. Hai avuto un tempo per riconoscere cosa senti e cosa pensi? Ora cosa vuoi fare? I tuoi sentimenti e i tuoi pensieri, sei certo/a  che siano realmente costruttivi?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

3) Come e quando hai visto che puoi (o avresti potuto) fino ad ora realizzare quello che desideri? C’è un giorno recente, in cui avresti potuto fare, proporre… dirle qualcosa di più?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

4) Sai individuare qualche tua trascuratezza o scelta non proficua per i tuoi interessi o bisogni? Ne subisci qualcuna da questa persona senza chiedere a lei il perché o chiedere di non farlo? Hai idea del perché questo ti succede? E’ solo con lei o anche in altri ambienti o con altre persone?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

5) In cosa consiste il cambiamento che desideri realizzare con questa persona?

 

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

 

6) In termini concreti, cosa vuoi fare, far divenire “presente” in questa relazione?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

7) C’è un dono concreto e riconoscibile (un “presente”) che vuoi fare del tuo tempo, della tua serenità, della serietà, della tua comprensione, della tua pazienza, con lei?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

8) Cosa vuoi porre all’attenzione della persona e per quale scopo? In cosa vuoi crescere con lei?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

9) Immagina la scena in cui raggiungi il tuo obiettivo, e ricorda di immaginarla prima di parlare con lei! Può esserti utile ed anche aiutarti a credere in te!

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

10) Quale ambiente o situazione hai scelto per parlare? E’ un ambiente in cui potrai parlare solo con lei? C’è qualcosa che chiederai prima di parlare o di ascoltare?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

11) Userai il tuo solito linguaggio o comunicherai in modo diverso in modo verbale e non verbale. Le siederai vicino, o le camminerai accanto, per esempio?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

12) Credi di vivere in te la presenza di altri sentimenti “reagenti” (meno costruttivi) come rabbia, rancore, gelosia…  per questa persona che ti possono portare a reazioni che non vorresti esprimere in un certo modo? Hai pensato a contenere e esprimere il tuo sentire in un modo, o, pensi sia troppo troppo difficile?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

13) Desideri ottenere, generare un “contatto”, contatto che resti nel tuo cuore e magari anche nel suo, con questa persona?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

14) Vuoi concretizzare un desiderio di ascolto (da parte tua)?

 

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

15) In caso di una relazione burrascosa che vuoi sanare: puoi attingere a un buona dose di duratura calma, pazienza e comprensione? Te lo concederai, vero? Lo hai deciso?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

16) Cosa sei disposto/a ad accettare? Ci sono dei limiti? Li puoi mantenere o li vuoi limare, contenere, provare a superare? Quali limiti stai sentendo o soffrendo?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

17) Quanto tempo credi che ti darai, per parlare, esprimerti, lasciar esprimere, sorridere, esprimere rabbia in modo contenuto, tristezza? Lo farai una volta sola o questa riflessione vale anche per il tempo che verrà ed anche per altre relazioni?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

18) Hai ancora un tempo per il sorriso, con questa persona?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

19) C’è spazio anche per un contatto maggiore, per esempio per guardarsi negli occhi o per un lungo abbraccio?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

20) Vuoi concederti altre riflessioni, magari più confacenti la situazione personale che stai vivendo, o queste sono state sufficienti per prendere la tua decisione di cambiamento?

 

……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

 

21) Credi in te stesso/a sufficientemente, ovvero in modo da non dipendere totalmente dalla relazione con questa persona (stai dando tutto il potere a lei di fare qualsiasi cosa della tua vita e mancarti anche di rispetto)? O pensi che stai facendo il contrario: ovvero cercare di trovare il “telecomando” della vita di questa persona? Stai quindi cercando di trovare “pulsanti da premere per telecomandarla” senza rispettare le sue scelte, i suoi tempi, limiti, preferenze o modo di essere?

Questo può cambiare molto la qualità della relazione che pensi di stare instaurando con ogni persona. Forse è un bene ricordarlo al termine di questo questionario perché tu possa valutare, mediante altre riflessioni, cosa cerchi e cosa, presto o tardi, troverai nella relazione in genere.

 

22) La prossima volta puoi utilizzare questo questionario per pensare a un’altra persona cui tieni molto, una persona alla quale hai deciso di offrire più spesso e costantemente la tua… presenza!

 

Annunci